Molti blogger dilettanti commettono un errore: creano blog autobiografici. Peccato che la vita di una persona sconosciuta non interessi praticamente a nessuno… A meno che non siate un personaggio già molto noto o con una vita straordinaria e spericolata “alla Steve Mcqueen”, non avrete molte speranze.
L’epopea del blogger alle prime armi
Uno degli elementi con cui si riconosce un blogger alle prime armi (figura di cui parleremo spesso) è proprio questo: scrive qualcosa sperando che poi, per magia, qualcuno la legga. Ovviamente non succede quasi mai. Parla dell’ultimo film che ha visto, scrive una specie di recensione o di impressione, parla della sua giornata, ma nessuno legge. Dove ha sbagliato? Semplicemente ha sognato di essere un influencer mentre nel mondo reale è un perfetto sconosciuto. E allora il principiante, preso dalla delusione per le poche visite, che fa? Inizia a “spammare” il suo blog su tutti i social immaginabili. Poi si mette alla ricerca di contenuti da copiare da qualche altro blog di successo. Finisce così per scrivere articoli su qualsiasi argomento nella speranza di attrarre visitatori. Brutto inizio.
Il consiglio che mi sento di dare quindi è di non scrivere di sé, ma cercare piuttosto un argomento che si conosce bene e che può avere un mercato (ossia persone a cui interessa). In questo modo non solo avrete maggiore facilità di scrittura, ma anche maggiori possibilità di incontrare un pubblico interessato a ciò che dite, non al vostro personaggio. Questo vi permetterà di essere apprezzati e conosciuti, ma anche di monetizzare il blog, con affiliazioni o altri metodi. Inoltre, scrivendo di ciò che vi appassiona scriverete inevitabilmente qualcosa di voi, magari senza accorgervi. Ma con la differenza che forse interesserà a qualcuno.
Perché un blog?
Altro concetto che per me è fondamentale è aver chiaro il motivo per cui si vuole aprire il blog. L’approccio dell’andare a caso non porta molto lontano. Tenete presente che un blog personale praticamente non potrà mai guadagnare con i banner pubblicitari. Questo perché per avere un guadagno con i banner bisognerebbe ricevere moltissime visite giornaliere. Per un blog gestito da soli e che parla esclusivamente di noi è quasi impossibile. Questo almeno è lo stato attuale delle cose, domani chi lo sa?
Occhio ai “furbetti”!
Ci sono diversi furbetti della rete che, tra le tante cose che combinano, invogliano le persone ad aprire un blog personale, portando esempi come il blog di Salvatore Aranzulla. Il punto è che un blog come quello è il frutto di anni di attività. Richiede un lavoro giornaliero enorme, svolto da un team di persone. E’ un blog con tantissimi visitatori, infatti si rivolge proprio ad un pubblico generico, non specifico. Se provate a farci caso, gli articoli dei blog come quello sono quasi “a prova di scemo” (scusate l’espressione). Del tipo: “come si accende un computer” o “come si installa un antivirus”. In quel caso si può riuscire a guadagnare con i banner, anche se non è semplice. Faccio anche notare che il blog di Aranzulla, nonostante il nome del dominio, parla di tutto fuor che dell’autore.